Lettera aperta a Gino Strada: Orgoglioso di essere sbirro!

Egregio dottor Gino Strada, medico fondatore della ONG Emergency,
ho appreso dalla trasmissione “Mezz’ora in più” in onda su Rai Tre, che ha utilizzato in senso dispregiativo, il termine “sbirri”.
Non è la prima volta che Lei utilizza con livore la parola ‘sbirro’ e di questo sono profondamente dispiaciuto. Vorrei ricordarle, innanzitutto, che con questa espressione offensiva, colpisce e svilisce la funzione istituzionale delle Forze dell’Ordine.
Si, perché quando si utilizzano determinati appellativi, si colpiscono inevitabilmente quegli uomini e donne in divisa (che Lei dovrebbe conoscere bene), impegnati da anni in Sicilia a fornire aiuti umanitari durante gli sbarchi.
Dottor Gino Strada, noi siamo orgogliosi di essere sbirri e la brava gente è orgogliosa di noi, perché svolgiamo il nostro lavoro con rischio, dedizione, umanità, ogni giorno per garantire una convivenza civile a tutti i cittadini nel rispetto della legge e dei valori democratici e soprattutto, senza guardare al colore politico del Governo in carica, né il colore della pelle di chi stiamo aiutando.
Siamo orgogliosi di aver potuto contribuire con il nostro lavoro durante le operazioni di sbarco, rischiando spesso il contagio perché muniti esclusivamente di mascherine anti alito. Siamo orgogliosi di aver tenuto in braccio quei bambini appena scesi dai gommoni e con il terrore stampato in volto e aver dato loro un po’ di calore umano, un abbraccio paterno; una carezza ai loro genitori rassicurandoli che il peggio era passato e che erano in salvo.
Questi sono gli ‘sbirri’, dottor Strada. E noi siamo fieri di esserlo.

Stefano Paoloni
Segretario Generale  Sindacato Autonomo di Polizia (Sap)

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