No agli identificativi. Sì di Salvini alle telecamere sulle divise. Paoloni: “Iniziamo a schedare i delinquenti e non i poliziotti”

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha annunciato il suo parere contrario al numero identificativo sul casco dei poliziotti, poiché “già bersaglio dei delinquenti anche senza numero in testa”. Ha invece, espresso parere favorevole per la dotazione di bodycam, ovvero telecamere sulle divise, quali strumento di trasparenza per documentare le attività di Polizia, così come previsto al punto 23 del contratto di governo.

«Da un contratto di governo che nella parte dedicata alla sicurezza, riprende esattamente quelle che da anni sono le battaglie del Sap, non potevamo aspettarci di meglio – commenta subito Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) – E’ da circa tre anni che si stanno sperimentando in quattro città. Ci auguriamo che con l’impulso del Ministro si passi immediatamente alla fase esecutiva. Le telecamere sono uno strumento di garanzia per tutti, sono un vero e proprio mezzo di verità, mentre il codice identificativo ormai superato e inefficace – spiega Paoloni – porta al mattatoio le forze dell’ordine esponendole a facili strumentalizzazioni e anche a situazioni di pericolo, laddove dovesse finire nelle mani di chi, come è capitato con il sito ‘caccia allo sbirro’ nel deep web, colleziona informazioni sui poliziotti per mettere in atto rappresaglie. Non possiamo che esprimere soddisfazione. Non abbiamo nulla da temere e queste telecamere le abbiamo fortemente volute – e conclude – chi non le vuole e insiste sugli identificativi, è perché ha altri interessi. Non bisogna schedare i poliziotti. Qui, va schedato chi delinque e che la maggior parte delle volte trova escamotage per restare impunito».

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Redazione