RIMINI, SAP: “ASPETTIAMO ANCORA L’AUMENTO DI ORGANICO PROMESSO”

Il nastro è stato tagliato, la molo Street parade e la notte rosa, hanno dato inizio al periodo caldo dell’estate, con i suoi eventi, i suoi vorticosi ritmi e i milioni di turisti.

La Polizia ha risposto anche questa volta in maniera impeccabile, le colleghe e i colleghi hanno di fatto messo in sicurezza la zona del porto di tutto il litorale e non solo, con imponenti servizi d’ordine.

Qualche piccola sbavatura nei servizi, ma parliamoci chiaro, ancora i rinforzi non sono arrivati, al momento vengono inviati alcuni equipaggi nei soli fine settimana.

Gli operatori riminesi, da soli, si occupano di quanto accade in provincia; vengono impiegati nei servizi di ordine pubblico, assicurano la prevenzione ed il controllo del territorio si occupano della sicurezza dei cittadini e dei turisti, attuano servizi mirati alle varie criticità che il territorio esprime (antiabusivismo, servizi notturni in spiaggia, sicurezza parchi, antiterrorismo).

I ritmi sono serratissimi, aspettiamo l’aumento di organico promesso per ottobre per ritornare alla normalità, ma allo stesso tempo non possiamo sederci sugli allori.

Nonostante la funzionalità dell’apparato della Polizia di Stato, dovuto in buona parte alla disponibilità diffusa dei poliziotti a prodursi oltre a quanto previsto, numerosissime sono le difficoltà. I tagli lineari perpetrati a livello centrale negli ultimi anni hanno messo in ginocchio anche la capitale del turismo.

Nonostante le continue richieste effettuate a più riprese dal SAP e dall’amministrazione, mancano le uniformi, gli straordinari in esubero aumentano e, più del 50% sono in pagamento con un anno di ritardo.

Il sistema è sclerotizzato, la coperta è corta, i ritmi imposti dal territorio mettono in serie difficoltà gli operatori che devono dare risposte concrete agli utenti. Gli uffici immigrazione, passaporti, armi nonché quelli investigativi lavorano a pieno regime ed in più, come tutti gli uffici comprese le specialità, concorrono all’ordine pubblico.

La Polizia Stradale, Ferroviaria, Postale e di Frontiera sono alle prese con un superlavoro estivo che ricade su tutti gli ambiti della sicurezza ma per loro non sono previsti i rinforzi estivi.

L’UPG e SP, che si occupa del pronto intervento, è uno dei settori che vede maggiormente aumentare le difficoltà lavorative in questo periodo. Si riesce ad esprimere la seconda volante sul territorio a volte anche sacrificando i riposi, basta un solo intervento complesso per bloccare il sistema e di conseguenza le altre chiamate dei cittadini. Per non parlare della sicurezza degli operatori, con la mole di interventi da espletare in riviera (basta leggere i quotidiani per rendersi conto) la maggior parte delle volte i colleghi sono soli sul territorio, specialmente nelle ore notturne, devono contare solo sull’aiuto della seconda pattuglia.

A Rimini questi ritmi sono divenuti abitudine e certamente non possono essere mantenuti per lunghi periodi, poiché il rischio di fare saltare gli schemi è reale.

Sebbene in costante difficoltà la Polizia riminese ha lavorato a testa bassa, non si è mai seduta, i colleghi hanno rosicchiato le loro ferie estive per lo spirito di servizio al paese che contraddistingue le donne e gli uomini in divisa.

Il dipartimento, essendo a conoscenza delle peculiarità della riviera romagnola, dovrebbe

avere un occhio di riguardo per questi territori anche perché negli ultimi anni molto spesso questa provincia ha saputo rispondere in maniera egregia alle sfide proposte sia in campo nazionale che internazionale, nella gestione dei grandi eventi nonché nella risoluzione di gravi fatti di cronaca nera dei quali Rimini è stato teatro negli ultimi anni.

Nello scorso dicembre, l’allora Ministro dell’Interno On. Minniti, è venuto a Rimini per la firma del “patto per la sicurezza”, ed in tale contesto si era palesata l’aumento della fascia per la Questura di Rimini, una sede per gli operatori ed un aumento dell’organico. In quel periodo preelettorale, le promesse sembrava potessero avverarsi in un attimo, ma ad oggi siamo ad attendere gli uomini che sono stati promessi per ottobre e siamo a confrontarci con un piano di rinforzo estivo, evidentemente elaborato in precedenza, che per nulla ha tenuto conto delle necessità di questo territorio.

Ci rivolgiamo anche, al Ministro dell’Interno On. Salvini, il quale immaginiamo poco potrà, rispetto ad un piano di rinforzi in partenza a giorni ed elaborato prima del suo avvento. Lo invitiamo a Rimini per toccare con mano le gravi difficoltà e le peculiarità cui questo territorio è assoggettato, per dare finalmente risposte concrete a chi aspetta da anni i giusti riconoscimenti, per il bene dei poliziotti ma e soprattutto per quello di tutti i cittadini“.

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Redazione