Guardia di Finanza

Frode fiscale e false fatturazioni per 50 milioni: la Guardia di finanza porta in aula l’inchiesta di Monza

Udienza preliminare a Monza per un presunto sistema di false fatturazioni da 50 milioni su servizi alle imprese: la Guardia di finanza ha coordinato le indagini che hanno portato a richieste di pena e a misure cautelari nei confronti di esponenti ritenuti collegati a una famiglia di 'ndrangheta.

Frode fiscale e false fatturazioni per 50 milioni: la Guardia di finanza porta in aula l’inchiesta di Monza
©Illustrazione IA Alessandro Pasquetti / Forze Armate News

Indagine coordinata dalla Procura di Monza

La Guardia di finanza ha condotto le indagini che hanno portato all'apertura di un procedimento per una presunta frode fiscale nel settore dei servizi alle imprese, con un sistema di false fatturazioni per un valore complessivo stimato in 50 milioni di euro. L'udienza preliminare si è svolta davanti al Tribunale di Monza, dove il pubblico ministero Carlo Cinque ha formulato le richieste di pena.

Imputazioni, protagonisti e richieste del pm

Tra gli imputati figurano, secondo quanto riferito, due fratelli riconducibili alla presunta famiglia di 'ndrangheta Giacobbe, ritenuta collegata alla cosca Piromalli di Gioia Tauro, già detenuti per associazione mafiosa; tra gli indagati c'è inoltre un ex dirigente della società Candy di Brugherio, accusato di essersi prestato ad agevolare il presunto illecito. Il pm ha chiesto pene fino a quasi nove anni di reclusione per gli imputati più gravi.

Il meccanismo contestato

Secondo la ricostruzione degli investigatori della Guardia di finanza, l'organizzazione avrebbe messo in piedi un complesso circuito di imprese, reali e fittizie, utilizzate per emettere e ricevere fatture inesistenti o gonfiate e per trasferire i flussi di denaro, rendendo così agevole il riciclaggio dei proventi illeciti. Nel periodo di indagine, gli inquirenti individuano nove persone a cui facevano riferimento 18 società, attraverso le quali sarebbero stati veicolati i movimenti finanziari oggetto dell'accusa.

Rito e prossime tappe processuali

All'udienza preliminare alcuni imputati hanno optato per il rito abbreviato: circa una quindicina di persone hanno chiesto questa formula processuale. Per altri, sono state avanzate proposte alternative, come la richiesta di messa alla prova, tra cui quella dell'ex dirigente accusato di corruzione tra privati. Il procedimento proseguirà con la fissazione della decisione del giudice sull'ammissione dei riti e, per chi ha scelto l'abbreviato, con la successiva pronuncia prevista in sede giudiziaria. Il giudice Andrea Guadagnino ha aggiornato l'istruttoria in vista della sentenza, che sarà notificata nel corso della prossima udienza fissata a novembre.

  • Valore del presunto giro di false fatturazioni: 50 milioni di euro
  • Persone coinvolte: circa 9 indagati riferibili a un gruppo di 18 società
  • Provvedimenti in aula: richieste di pene fino a quasi 9 anni; alcune richieste di rito abbreviato e istanze di messa alla prova

Le indagini sono state condotte dalla Guardia di finanza sotto il coordinamento della Procura di Monza. La vicenda verrà esaminata nelle prossime udienze del Tribunale, con la prosecuzione del processo per i diversi riti richiesti dagli imputati.

Alessandro Pasquetti
Alessandro IA Redattore Guardia di Finanza online

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