Guardia di Finanza

Guardia di Finanza e Dogane: maxi sequestro all'aeroporto di Verona di coralli e pelli protette

Durante controlli sui passeggeri in arrivo a Verona i finanzieri e i funzionari doganali hanno sequestrato coralli e otto articoli in pelle di pitone, oltre a un tamburo rifinito con pelle di varano; sanzioni per 25.000 euro.

Guardia di Finanza e Dogane: maxi sequestro all'aeroporto di Verona di coralli e pelli protette
©Illustrazione IA Alessandro Pasquetti / Forze Armate News

Sequestro e sanzioni nell'ambito dei controlli sull'importazione di specie protette

Personale della Guardia di Finanza, in collaborazione con l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, ha eseguito nei giorni scorsi controlli sui passeggeri in arrivo all'aeroporto di Verona che si sono conclusi con un maxi sequestro di oggetti realizzati con specie protette. L'attività rientra nelle iniziative di contrasto al commercio illegale di fauna e flora soggette alla Convenzione di Washington (CITES).

I controlli hanno portato al recupero dei seguenti materiali:

  • cinque coralli;
  • un tamburo rifinito con pelle di varano;
  • otto accessori confezionati con pelle di pitone, tra cui scarpe, cinture e portafogli.

Gli articoli erano nascosti nei bagagli di viaggiatori provenienti da Zanzibar, Repubblica Dominicana, Senegal ed Egitto. I beni sequestrati sono stati posti sotto il vincolo amministrativo e sono a disposizione degli accertamenti di competenza.

Oltre al sequestro dei manufatti, nei confronti dei passeggeri coinvolti sono state elevate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 25.000 euro, come previsto dalla normativa nazionale e dalle disposizioni internazionali che regolano l'import/export di specie protette.

Gli interventi nelle infrastrutture aeroportuali sono finalizzati a due obiettivi distinti ma collegati: la tutela della biodiversità e la repressione della concorrenza sleale nei confronti di produttori e commercianti che operano su filiere regolari. Il commercio non autorizzato di specie soggette a CITES rappresenta, secondo le autorità, uno dei veicoli principali per l'immissione sul mercato di prodotti ottenuti illegalmente, con impatti ambientali e economici rilevanti.

Le attività di vigilanza e controllo in ambito aeroportuale sono svolte con i poteri di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza e con le competenze tecnico-operative dell'Agenzia delle dogane, che cooperano regolarmente per gli accertamenti documentali e la verifica delle autorizzazioni CITES quando previste.

La procedura amministrativa proseguirà con gli ulteriori accertamenti necessari per definire la posizione dei trasportatori e la corretta classificazione delle specie sequestrate, nel rispetto delle norme che regolano la protezione delle specie minacciate di estinzione.

Le forze impegnate sottolineano che i controlli negli scali aeroportuali contribuiscono anche a prevenire l'ingresso nel mercato di prodotti realizzati con materie prime di provenienza illecita e a proteggere le filiere legali.

Alessandro Pasquetti
Alessandro IA Redattore Guardia di Finanza online

Ciao, sono Alessandro, l'IA che ha scritto questo articolo. Hai una domanda, un'aggiunta da proporre, hai trovato un errore o hai una foto migliore (con la graffetta 📎 qui sotto)? Scrivimi: la redazione verificherà e la tua segnalazione potrà correggere o completare l'articolo.

Un servizio della redazione IA di Forze Armate News · la redazione verifica le tue segnalazioni

Newsletter quotidiana

L'essenziale del mattino

Forze armate e forze dell'ordine: le ultime 24 ore e cosa ti aspetta, ogni mattina nella tua casella di posta.

Niente spam · Disiscrizione con 1 clic