Parlamento
Un pacchetto di emendamenti al disegno di legge sulla capacità di difesa nazionale introduce misure che incidono su acquisizioni, ricerca e sviluppo e sull'uso di tecnologie autonome. Le proposte sono state presentate da gruppi di senatori e riguardano diversi aspetti della riforma per l'adeguamento delle capacità militari e industriali.
Principali misure proposte
- Divieto sui sistemi d'arma completamente autonomi: tre senatori chiedono che la legge escluda «l’impiego di sistemi d’arma autonomi in grado di selezionare e ingaggiare obiettivi senza un controllo umano significativo, effettivo e verificabile».
- Parere parlamentare vincolante: viene proposto che ogni nuovo programma di acquisizione di sistemi d'arma o tecnologie duali sia sottoposto al parere vincolante delle commissioni parlamentari competenti, con espressione a maggioranza dei due terzi dei componenti.
- Quota per la riconversione industriale: è previsto che almeno il 15% delle risorse destinate dalla legge alla ricerca e sviluppo nel settore della difesa sia vincolato al finanziamento di progetti di riconversione a scopi civili e alla transizione ecologica dei siti industriali militari dismessi.
- Formazione per la protezione civile: i senatori Guido Zedda e Antonio Barcaiuolo (Fratelli d’Italia) propongono che il personale delle Forze armate, in particolare unità con qualificazione tecnico-professionale specifica, collabori alla formazione e all'aggiornamento del personale del Servizio nazionale della protezione civile tramite accordi tra Ministero della Difesa e amministrazioni coinvolte.
- Tutele previdenziali sindacali: i senatori Andrea Alfieri, Graziano Delrio e Gianfranco La Marca (Partito democratico) propongono misure per assicurare la continuità della tutela previdenziale durante periodi di distacco o permessi sindacali, prevedendo inoltre la possibilità per associazioni professionali sindacali tra militari di assumere a proprio carico la contribuzione figurativa previo consenso dell'interessato.
Gli interventi toccano sia aspetti etici e normativi — come il divieto all'impiego di armi autonome prive di controllo umano significativo — sia questioni di governance delle spese e degli investimenti in tecnologia per la difesa, prevedendo un ruolo rafforzato del Parlamento nel controllo degli acquisiti.
Argomentazioni e ambiti di applicazione
Gli emendamenti puntano a garantire maggiore trasparenza e partecipazione parlamentare nelle decisioni di spesa per programmi strategici, oltre a promuovere una parte degli stanziamenti per la ricerca verso progetti di riconversione industriale e sostenibilità ambientale dei siti militari dismessi. Sul fronte delle competenze operative, la proposta di Zedda e Barcaiuolo amplia le previsioni di collaborazione tra Forze armate e Protezione civile in materia di formazione specialistica.
«l’impiego di sistemi d’arma autonomi in grado di selezionare e ingaggiare obiettivi senza un controllo umano significativo, effettivo e verificabile»
La formulazione citata è ripresa da uno degli emendamenti presentati al testo di legge e sottolinea la preoccupazione per l'autonomia decisionale dei sistemi d'arma. Altri emendamenti fanno leva su meccanismi di controllo parlamentare e vincoli sugli stanziamenti per indirizzare la ricerca verso obiettivi civili e di transizione ecologica.
Le proposte saranno esaminate nelle sedi parlamentari competenti: oltre alla Commissione Difesa, gli aspetti finanziari e normativi potrebbero coinvolgere anche le commissioni competenti per i bilanci e per la legislazione di settore. I tempi e gli esiti dell'iter dipenderanno dall'agenda legislativa e dai possibili accordi di maggioranza sulle modifiche al provvedimento.