Denuncia sindacale sullo stato delle strutture dell'Arma nel cratere
Il segretario provinciale di Unarma Macerata, Antonio Voto, ha tracciato un bilancio critico del decennale del sisma del 2016, segnalando che in diversi comuni dell'entroterra maceratese i comandi stazione dell'Arma dei Carabinieri sono ancora ospitati in moduli abitativi provvisori o container. La protesta riguarda in particolare le sedi di alcuni paesi colpiti dal terremoto, dove le soluzioni nate per l'emergenza sono diventate la sistemazione ordinaria.
Voto ha elencato le località che, a suo avviso, risultano ancora coinvolte dalla situazione logistica definita «inaccettabile» e ha sottolineato l'impatto sulle condizioni di lavoro del personale impegnato nella gestione quotidiana della sicurezza nel cratere. A rincarare il rilievo del problema è intervenuto anche il vicesegretario provinciale, Antonio Ernesto, che ha evidenziato criticità operative collegate alle scelte istituzionali recenti.
- Comandi citati: Ussita, Visso, Castelsantangelo, Valfornace, Caldarola.
- Richieste: accelerazione delle opere di ricostruzione e realizzazione di nuove caserme o soluzioni alternative.
- Causa indicata: ritardi e lungaggini burocratiche nell'iter della ricostruzione pubblica.
Nel corso dell'intervento pubblico, Voto ha ringraziato le amministrazioni locali e i sindaci che stanno lavorando per agevolare la realizzazione delle nuove strutture, ma ha indicato nella burocrazia l'ostacolo principale al ritorno a condizioni logistiche ordinarie per i reparti.
«A dieci anni dalle scosse, i Comandi stazione di Ussita, Visso, Castelsantangelo, Valfornace e Caldarola sono ancora costretti all’interno dei moduli abitativi provvisori» — ha detto Antonio Voto, segretario provinciale di Unarma Macerata.
Il sindacato sottolinea anche il disagio causato dall'esposizione agli elementi atmosferici, con personale che ha dovuto affrontare inverni rigidi all'interno dei container. Unarma attribuisce la soluzione del problema non alla mancanza di volontà a livello locale, ma ai ritardi amministrativi che, a suo dire, paralizzano le opere necessarie.
Alcuni comandi stazione, si legge nella presa di posizione, sono già rientrati in nuove strutture, mentre per gli altri la priorità indicata è il completamento degli iter autorizzativi e la realizzazione degli interventi di ricostruzione pubblica per restituire standard logistici adeguati alle unità dell'Arma.