USMIA chiede verifiche su straordinari, recuperi e condizioni degli impieghi
Il sindacato USMIA Esercito ha sollevato la questione delle condizioni di lavoro del personale militare impiegato in operazioni di sicurezza interna, rilanciando la richiesta di riconoscimento economico e organizzativo delle prestazioni rese. Secondo le stime indicate dall'associazione, negli ultimi due anni si sarebbe accumulato un monte ore straordinario con un valore stimato in circa 90 milioni di euro, a cui si aggiungerebbe un corrispondente di circa 100 milioni di euro riferito a sabati da recuperare e non fruiti.
USMIA non entra nel merito delle scelte operative, che «competono alle autorità preposte», ma chiede all'Amministrazione di verificare i dati e di individuare «risorse, tempi e modalità» per il riconoscimento delle prestazioni rese e per la fruizione effettiva dei riposi compensativi. Il sindacato evidenzia l'impatto degli impegni prolungati sulla salute, sul benessere e sulla vita familiare del personale, sostenendo che ogni nuovo impiego dovrebbe tenere conto delle ore già lavorate, dei riposi dovuti e dei periodi trascorsi lontano dalla sede di servizio.
«Da anni dico che i militari dovrebbero fare i militari e le forze di polizia le forze di polizia»
USMIA richiama inoltre le dichiarazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto, riportate dall'ANSA il 22 ottobre, con le quali il ministro ha sottolineato la necessità di rispettare la specificità professionale delle Forze armate e le limitazioni degli strumenti a disposizione del personale impiegato in compiti di sicurezza interna.
Nel documento il sindacato chiede misure concrete su più fronti:
- verifica formale dei valori economici stimati per straordinari e recuperi arretrati;
- individuazione di coperture finanziarie e procedure per il riconoscimento delle prestazioni rese;
- garanzie sull'effettiva fruizione dei riposi e su adeguati periodi di recupero per il personale impiegato fuori sede.
USMIA sottolinea che il soldato è formato attraverso un percorso addestrativo continuo e specialistico e richiama la necessità di preservare e valorizzare tale professionalità anche attraverso condizioni di lavoro sostenibili e coerenti con i compiti assegnati. L'appello del sindacato arriva in un momento di ampliato ricorso dell'Esercito in attività di supporto alle forze di polizia per il controllo del territorio, operazioni che, nella pratica, comportano impegni prolungati e ricorrenti per molte unità e personale.
Chiede tuttavia che l'Amministrazione affronti urgentemente la questione per garantire il riconoscimento degli oneri sostenuti dal personale.