Situazione critica a Sollicciano: 507 ristretti per 267 posti disponibili
Sollicciano, la casa circondariale fiorentina, presenta un tasso di sovraffollamento indicato al 180% secondo i dati richiamati dall'associazione Pantagruel. Nel rapporto fornito dall'associazione vengono riportati i numeri aggiornati al 21 ottobre dal ministero della Giustizia: sono presenti 507 detenuti a fronte di 267 posti effettivamente utilizzabili.
L'associazione rende conto inoltre della situazione conseguente al sequestro disposto il 16 giugno, che ha riguardato sette sezioni della struttura. Le sezioni interessate restano chiuse e, segnala Pantagruel, le persone detenute sono state in larga parte trasferite in altri istituti penitenziari, aggravando la pressione complessiva sul sistema carcerario.
«A Sollicciano ci sono 507 detenuti a fronte di 267 posti effettivamente disponibili, con un tasso di sovraffollamento del 180%» — Pantagruel
L'associazione denuncia l'uso ripetuto di interventi emergenziali: secondo Pantagruel, nelle settimane successive al sequestro si sono susseguiti provvedimenti temporanei senza una programmazione di medio-lungo periodo per la gestione degli spazi e per la riorganizzazione dei percorsi rieducativi e di assistenza.
- Popolazione presente: 507 detenuti
- Posti effettivamente disponibili: 267
- Data del sequestro delle sette sezioni: 16 giugno 2026
L'associazione solleva anche dubbi sull'efficacia delle misure annunciate dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in particolare sulla possibilità di consentire a detenuti tossicodipendenti di scontare la pena fuori dal carcere tramite ampliamenti della detenzione domiciliare. Pantagruel osserva che, dai rilievi disponibili, tali misure non sembrano aver inciso in modo significativo sulla pressione abitativa degli istituti penitenziari fino ad ora.
Infine, l'associazione manifesta preoccupazione per alcune proposte di riallocazione di spazi detentivi, come l'ipotesi di costruire nuovi istituti penali per minorenni o di destinare sezioni a giovani attualmente riservate ad adulti. Pantagruel richiama l'esigenza di percorsi rieducativi e di misure alternative alla detenzione, sottolineando che l'aumento degli spazi detentivi da solo non risolve il disagio e la devianza minorile.
I dati citati dall'associazione si inseriscono nel più ampio quadro nazionale di criticità segnalato da più fonti sulle condizioni di capienza degli istituti penitenziari e sulla disponibilità di personale educativo e sociosanitario necessario per attuare percorsi di reinserimento.