Due misure cautelari in carcere per l'omicidio avvenuto nel 2009 nel rione Sanità
La Direzione distrettuale antimafia di Napoli, con il pubblico ministero Maria Sepe del pool anticamorra, ha coordinato un'indagine che ha portato all'esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare in carcere per l'omicidio di Mariano Bacioterracino, ucciso l'11/12 maggio 2009 all'esterno di una caffetteria nel rione Sanità di Napoli.
I provvedimenti sono stati eseguiti dai carabinieri: tra i destinatari figura Oscar Pecorelli, attualmente detenuto e ristretto al regime del 41‑bis, ritenuto il presunto mandante e organizzatore dell'agguato; il secondo è Ciro Culiersi, indicato dagli investigatori come colui che avrebbe guidato il ciclomotore utilizzato per accompagnare il presunto esecutore materiale.
Agli indagati viene contestato il reato di omicidio aggravato dal metodo mafioso, ipotesi inserita nel provvedimento cautelare emesso dal gip su richiesta della Dda. Le misure cautelari rappresentano, secondo la procura, la conclusione di una nuova attività investigativa che ha approfondito i ruoli nel piano dell'agguato e nelle fasi esecutive e di supporto logistico.
- Data del delitto: 11 maggio 2009 (agguato documentato dalle immagini delle telecamere di sorveglianza)
- Provvedimenti odierni: due ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite dai carabinieri
- Figure interessate: Pecorelli (ritenuto mandante, detenuto al 41‑bis) e Culiersi (presunto conducente del ciclomotore)
L'omicidio di Bacioterracino era rimasto al centro di indagini e di attenzione pubblica anche per il rilievo delle immagini riprese dalle telecamere che mostrarono le fasi dell'agguato. In passato era stato indicato un possibile esecutore materiale, poi assolto in via definitiva: la nuova attività investigativa ha riconsiderato ruoli e responsabilità, concentrandosi su soggetti diversi rispetto alle precedenti ipotesi accusatorie.
Le indagini hanno ricostruito, secondo la Dda, una catena di ruoli che avrebbe portato all'organizzazione e all'esecuzione dell'omicidio, con compiti distinti fra chi avrebbe curato la pianificazione, chi il supporto logistico e chi la guida del mezzo per l'arrivo e la fuga. Restano da definire, nell'ambito dell'attività istruttoria in corso, eventuali sviluppi su ulteriori responsabilità e sui collegamenti che gli inquirenti riterranno di approfondire.
Il nome dell'uomo che materialmente ha premuto il grilletto non risulta identificato nelle misure cautelari eseguite; la procura ha tuttavia ricostruito nuovi elementi utili a delineare il contributo attribuito agli arrestati nella fase di organizzazione e messa in atto dell'agguato.
Il procedimento rimane nelle competenze della Direzione distrettuale antimafia di Napoli e sarà oggetto degli atti processuali previsti dalle norme penali: l'esecuzione delle ordinanze costituisce la fase cautelare disposta dall'autorità giudiziaria sulla base degli accertamenti investigativi condotti dai carabinieri e coordinati dal pubblico ministero.