Si è concluso alle prime luci di mercoledì 28 ottobre l’intervento notturno del Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo per mettere in salvo un escursionista che aveva perso l’orientamento sul Gran Sasso. L’uomo, 41 anni e residente ad Ascoli Piceno, si trovava nei pressi di Passo del Cannone, a circa 2.600 metri di quota.
La richiesta di aiuto durante la notte
L’escursionista non aveva con sé una lampada frontale e, dopo aver lasciato il percorso, si è ritrovato in un settore caratterizzato da salti di roccia e fondo instabile. Non riuscendo a continuare da solo, ha contattato i soccorsi e ha fornito la propria posizione. Le squadre di terra hanno quindi avviato la ricerca nella zona indicata.
Il 41enne è stato individuato dopo diverso tempo al di sotto di una successione di balzi rocciosi. Il punto in cui si trovava non era direttamente raggiungibile lungo un itinerario ordinario: per arrivare fino a lui, i tecnici hanno dovuto effettuare una calata di circa 120 metri.
Le difficoltà legate al terreno
Le operazioni si sono svolte in condizioni rese complesse dalla morfologia dell’area. Le pareti rocciose e i tratti coperti di breccia richiedevano particolare attenzione durante gli spostamenti, anche per il rischio di caduta di pietre. Una volta raggiunto, l’escursionista è stato sottoposto alle prime attività di assistenza e assicurato dai tecnici del Soccorso Alpino.
- Area dell’intervento: Passo del Cannone, sul Gran Sasso, a circa 2.600 metri;
- Recupero: calata tecnica di circa 120 metri fino al punto in cui si trovava l’escursionista;
- Conclusione: trasferimento a Campo Imperatore e affidamento al personale sanitario del 118.
Dopo essere stato stabilizzato, rifocillato e messo in sicurezza, l’uomo è stato accompagnato dai soccorritori fino a Campo Imperatore. Qui è stato preso in carico dagli operatori sanitari del 118, al termine di un intervento iniziato durante la notte e terminato con la luce del mattino.
L’intervento sul massiccio
Il soccorso ha richiesto l’impiego delle squadre di terra in un ambiente d’alta quota, con passaggi rocciosi e terreno mobile. La localizzazione trasmessa dall’escursionista ha consentito ai tecnici di concentrare le ricerche e di organizzare il raggiungimento dell’area sottostante i salti rocciosi. Il recupero è stato completato senza il ricorso a un mezzo aereo, con l’accompagnamento fino al punto in cui era possibile affidare il 41enne all’assistenza sanitaria.