Il giudice per le indagini preliminari di Palermo ha disposto l’immediata scarcerazione di un 34enne arrestato nell’ambito dell’operazione antimafia sulla cosiddetta «banda del kalashnikov». L’inchiesta della Procura di Palermo riguarda un gruppo di giovani dello Zen che, secondo l’accusa, avrebbe imposto un sistema di estorsioni in città sotto la direzione di un presunto boss emergente del quartiere San Lorenzo.
La misura è stata revocata dopo che gli accertamenti della difesa hanno portato a una diversa interpretazione di alcune conversazioni intercettate. La ricostruzione difensiva, riferita dal giudice e successivamente verificata anche dagli investigatori della Procura, sostiene che la richiesta di denaro contestata all’indagato non fosse collegata al pagamento del pizzo, ma al saldo per un’automobile presa a noleggio.
La contestazione sul ristorante di Sferracavallo
Al centro del procedimento c’è una presunta tentata estorsione ai danni del titolare del ristorante Frontemare, a Sferracavallo. L’ipotesi accusatoria aveva coinvolto il 34enne e il fratello. Il nome del locale era stato trovato in un pizzino sequestrato nel novembre 2025, in una fase caratterizzata da numerosi attentati incendiari contro attività commerciali palermitane.
Per gli inquirenti, una conversazione intercettata tra i due fratelli si riferiva inizialmente a una richiesta di 5.000 euro destinata al titolare del ristorante. Nel dialogo si faceva riferimento alla consegna del denaro entro la fine di maggio. L’interpretazione era stata considerata compatibile con la documentazione che, secondo l’accusa, riguardava la contabilità delle estorsioni sequestrata nella cella del presunto boss, che avrebbe continuato a impartire ordini per telefono.
La ricostruzione difensiva
Il 34enne ha invece sostenuto fin dall’inizio di avere svolto un’attività di intermediazione per una società di autonoleggio, ricevendo in cambio piccoli omaggi. Tra i clienti della società ci sarebbe stato anche il direttore del ristorante. In questa prospettiva, la somma richiesta avrebbe rappresentato il pagamento dovuto per il noleggio di una vettura e non un’imposizione estorsiva.
- Provvedimento: il gip ha disposto la scarcerazione dell’indagato;
- Accusa contestata: presunta tentata estorsione ai danni di un ristorante di Sferracavallo;
- Nuova interpretazione: la richiesta di denaro sarebbe stata collegata al saldo di un noleggio d’auto.
La decisione riguarda la posizione del 34enne e interviene nella fase delle indagini preliminari. L’inchiesta più ampia resta aperta sulle presunte attività del gruppo dello Zen e sui rapporti con il presunto referente criminale di San Lorenzo. La diversa lettura delle intercettazioni ha inciso sulla misura cautelare, mentre gli accertamenti della Procura proseguono sulle contestazioni oggetto dell’operazione.