Il Reparto prevenzione crimine «Calabria Centrale» di Vibo Valentia opera con una dotazione di personale pari a circa il 60 per cento dell’organico previsto. È la denuncia delle segreterie provinciali di SIULP e SIAP, che hanno rilanciato a livello nazionale la vertenza sulle condizioni del reparto e hanno chiesto al Ministero dell’Interno interventi sul personale e sulle dotazioni.
La carenza nei ruoli operativi
Secondo i dati diffusi dalle organizzazioni sindacali, la situazione è ancora più scoperta tra gli agenti e assistenti, dove mancherebbe circa la metà delle unità necessarie. Sul quadro incidono anche l’aumento dell’età media degli operatori e i prossimi pensionamenti nei ruoli intermedi. Per SIULP e SIAP, il ricambio generazionale non ha interessato in misura adeguata i Reparti prevenzione crimine, che sarebbero stati penalizzati nella distribuzione delle risorse.
Le sigle collegano la riduzione degli organici alle difficoltà nella gestione quotidiana del lavoro: dalla programmazione dei servizi alla composizione dei turni, dalla fruizione di ferie e riposi all’impiego durante i fine settimana. La carenza di personale inciderebbe inoltre sulle aggregazioni fuori regione e sulla possibilità di organizzare con continuità le attività del reparto.
La vertenza rilanciata al Ministero
Una prima segnalazione era stata inviata il 15 ottobre 2026 alle strutture nazionali dei due sindacati. Dopo quel passaggio, SIULP e SIAP hanno predisposto una nuova iniziativa indirizzata all’Ufficio per le Relazioni sindacali del Ministero dell’Interno, con la richiesta di misure correttive e di un programma definito per il ripianamento degli organici.
- un piano straordinario per colmare le scoperture di personale;
- il rafforzamento dei ruoli con le maggiori carenze;
- tempi e numeri certi per gli interventi;
- il rinnovo del parco automezzi del reparto.
Mezzi senza rinnovi dal 2020
La vertenza riguarda anche le dotazioni strumentali. Al Reparto prevenzione crimine «Calabria Centrale» non sarebbero stati assegnati nuovi veicoli dal 2020. I mezzi ancora in servizio hanno accumulato un elevato chilometraggio e si avvicinano alle scadenze degli interventi di manutenzione, una condizione che i sindacati ritengono incompatibile con le esigenze operative dei controlli sul territorio.
L’Amministrazione ha prospettato un adeguamento dell’organico a 60 unità dal 1° gennaio 2027. SIULP e SIAP, tuttavia, hanno osservato che l’ipotesi è collegata a un assetto organizzativo futuro, non ancora entrato in vigore e potenzialmente modificabile. Per questo chiedono che il Ministero definisca in tempi certi sia il rafforzamento del personale sia l’assegnazione di nuovi automezzi.