Otto sindacati militari hanno chiesto un incontro urgente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per discutere le priorità economiche e previdenziali del personale nella legge di bilancio. La richiesta arriva mentre il governo porta avanti la manovra e in una fase in cui l’impiego dei militari nelle attività connesse all’ordine pubblico è aumentato, anche con l’invio di 500 militari a Milano in occasione delle manifestazioni del sabato precedente.
A firmare il documento sono Usmia Esercito, Usmia Marina e Gc, Sim Marina, Amus Aeronautica, Sium Aeronautica, Aspmi Esercito, Siamo Esercito e Sam. Le organizzazioni si sono rivolte a Meloni e al ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, chiedendo un confronto sui provvedimenti da inserire nella manovra e impegni definiti anche sul piano delle tempistiche.
«Investire sul personale non è una concessione, è una scelta strategica per la sicurezza del paese».
Tra i punti indicati dalle sigle ci sono lo stanziamento di risorse per il personale militare e un finanziamento strutturale della previdenza. I sindacati chiedono inoltre interventi sulla fiscalità delle competenze accessorie e della tredicesima, oltre a una copertura sanitaria assicurativa. Un’altra richiesta riguarda l’indennità di trasferimento, per la quale sollecitano un aggiornamento della normativa e adeguamenti degli stanziamenti al costo della vita attuale.
Le richieste al governo
- finanziamento strutturale per la previdenza del personale militare;
- defiscalizzazione delle indennità e della tredicesima;
- un’assicurazione sanitaria e una revisione dell’indennità di trasferimento;
- risorse e impegni certi, anche rispetto alle tempistiche di attuazione.
Nel documento le organizzazioni sindacali richiamano anche la necessità di garantire «rispetto, riconoscimento e dignità» al personale. La richiesta viene presentata con «spirito costruttivo» e tenendo conto, si legge nella posizione delle sigle, delle esigenze di equilibrio dei conti pubblici. L’obiettivo indicato è ottenere risposte sulle condizioni economiche e previdenziali dei militari in servizio.
Il confronto si inserisce in un quadro finanziario sul quale il ministro Luca Ciriani, nel giorno dell’approvazione della manovra da parte del Consiglio dei ministri, ha avvertito che «non ci sono le risorse per accontentare tutti». Il presidente della commissione Difesa della Camera, Nino Minardo, ha riferito che il confronto con il comparto militare è stato avviato, con particolare attenzione alla previdenza, aggiungendo che servono risorse concrete e che la legge di bilancio dovrebbe rafforzare il fondo istituito nel 2022.
Le otto sigle attendono quindi un incontro con la presidente del Consiglio e con il titolare del ministero dell’Economia per affrontare le misure richieste e il finanziamento degli interventi previdenziali ed economici destinati al personale militare.