Il cacciatorpediniere Luigi Durand de la Penne si prepara a concludere il proprio servizio nella Marina Militare. La cerimonia dell’ultimo ammaina bandiera è prevista giovedì 29 ottobre 2026 alle 16, nella Stazione Navale Mar Grande di Taranto, sede del Comando della Seconda Divisione Navale.
La conclusione del servizio operativo
Con il rito previsto a Taranto, l’unità terminerà un’attività durata più di trent’anni. La consegna alla Marina risale al 18 marzo 1993 e da allora la nave ha partecipato a missioni operative, campagne addestrative e attività nei principali contesti internazionali nei quali l’Italia ha assicurato la propria presenza sul mare.
L’ammaina bandiera fa parte della pratica quotidiana delle unità navali, ma assume un significato particolare quando viene eseguito per l’ultima volta. In questa forma segna la fine dell’impiego della nave e il suo congedo dalla Squadra Navale. La cerimonia di Taranto sarà quindi dedicata sia al cacciatorpediniere sia al personale che si è succeduto a bordo nel corso degli anni.
- Unità: cacciatorpediniere Luigi Durand de la Penne;
- Data e ora: giovedì 29 ottobre 2026, alle 16;
- Luogo: Stazione Navale Mar Grande, Taranto.
Dalla costruzione al nome attuale
La nave è stata realizzata negli stabilimenti Fincantieri di Riva Trigoso. La costruzione era iniziata nel 1988, mentre il varo si era svolto nell’ottobre dell’anno successivo. In origine l’unità portava il nome Animoso, scelto in riferimento a una torpediniera della Regia Marina attiva durante la Seconda guerra mondiale.
Durante l’allestimento la Marina decise di dedicarla all’ammiraglio Luigi Durand de la Penne, Medaglia d’Oro al Valor Militare. L’ammiraglio, scomparso nel 1992, era stato protagonista dell’azione di Alessandria d’Egitto del 19 dicembre 1941, quando gli incursori italiani impiegati nell’operazione colpirono le corazzate britanniche Valiant e Queen Elizabeth.
Il cacciatorpediniere, consegnato alla Forza armata l’anno successivo alla morte dell’ammiraglio, è stata la prima unità della Marina Militare a portare il suo nome. Dopo la cerimonia fissata a Taranto, si chiuderà così il ciclo operativo di una nave entrata in servizio all’inizio degli anni Novanta e impiegata per oltre tre decenni nelle attività della flotta italiana.