Il faro del castello Alfonsino di Brindisi, oggi smontato e custodito in un sito della Forza da Sbarco, potrebbe essere esposto in uno spazio accessibile ai visitatori. La proposta è stata rilanciata dal deputato di Forza Italia Mauro D’Attis, dopo un sopralluogo effettuato nei giorni scorsi insieme al sindaco di Brindisi e dopo il coinvolgimento del sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago.
Secondo quanto riferito da D’Attis, il faro è stato smontato, revisionato e conservato all’interno del sito militare brindisino. L’obiettivo indicato dal parlamentare è individuare una collocazione chiusa e vigilata, così da rendere visibile alla città una struttura legata alla storia del castello Alfonsino e dell’attività marittima locale, nel rispetto dei vincoli connessi all’utilizzo militare dell’area.
«La mia proposta, superando alcuni vincoli operativi di natura militare, è di offrirlo alla vista della città e dei suoi visitatori».
Il possibile spazio nell’ex Montecatini
Il deputato ha spiegato di avere avviato, d’intesa con il sindaco, un confronto con il ministero della Difesa per arrivare a una proposta di intesa tra le istituzioni. L’ipotesi indicata per l’esposizione è il capannone ex Montecatini, struttura che, secondo D’Attis, sarà presto restituita a una nuova funzionalità. La scelta sarebbe legata anche a ragioni logistiche, oltre alla possibilità di garantire un ambiente chiuso e sottoposto a vigilanza.
La procedura prospettata prevede quindi alcuni passaggi:
- l’individuazione di un luogo idoneo e compatibile con le esigenze di sicurezza;
- il confronto tra il Comune di Brindisi e il ministero della Difesa;
- la definizione di un’intesa istituzionale per il rimontaggio e l’esposizione del faro.
Una struttura alta circa 15 metri
La parte conservata nell’ex Saca, secondo le ricostruzioni riportate dalla Gazzetta del Mezzogiorno, è la struttura portante della lanterna e raggiunge un’altezza di circa 15 metri. L’architettura viene descritta come rara e ispirata a un faro realizzato sulla costa inglese. Il manufatto è legato alla sommità del castello Alfonsino, dove per anni è stato riconoscibile nel profilo del porto e della costa brindisina.
La vicenda riguarda anche la storia della sostituzione dell’impianto originario. Il faro risalente agli anni Trenta del Novecento fu trasferito a La Spezia negli anni Ottanta, dopo lo smontaggio reso necessario dall’instabilità della struttura. In seguito la Marina militare installò una lanterna rotante di diametro più contenuto e quindi più leggera, con l’obiettivo di ridurre il carico sulla costruzione. Un secondo faro è stato invece musealizzato a Capo San Vito, a Taranto.
La proposta di Brindisi punta ora a riportare il manufatto all’attenzione del pubblico attraverso una soluzione condivisa tra amministrazione comunale e Difesa. L’eventuale esposizione nell’ex Montecatini richiederà il rimontaggio della struttura e la definizione delle modalità di accesso e di vigilanza nell’ambito dell’intesa annunciata.