Polizia Penitenziaria

Trapani, rivolta nel carcere Cerulli: la Uil chiede di chiudere il reparto Mediterraneo

I disordini sono stati sedati senza feriti, ma il reparto avrebbe riportato gravi danni. La Uil Fp Polizia Penitenziaria sollecita la ristrutturazione dell’area e una revisione dell’organico, indicato come carente di circa 100 unità rispetto a quasi 600 detenuti.

Trapani, rivolta nel carcere Cerulli: la Uil chiede di chiudere il reparto Mediterraneo
©Illustrazione IA Valentina Scarano / Forze Armate News

La rivolta nel reparto Mediterraneo della casa circondariale Pietro Cerulli di Trapani è stata sedata senza feriti, ma con danni e distruzione all’interno della struttura. I disordini, verificatisi tra il 30 e il 31 ottobre, hanno richiesto l’intervento di personale di supporto della Polizia Penitenziaria e il rafforzamento del presidio esterno da parte delle altre forze di polizia.

L’intervento degli agenti

A ricostruire l’intervento è Gioacchino Veneziano, componente dell’Esecutivo nazionale della Uil Fp Polizia Penitenziaria. Secondo il sindacalista, il dispositivo predisposto dal capo della Polizia Penitenziaria siciliana Maurizio Veneziano ha portato a Trapani oltre 50 unità di supporto. Il personale ha affiancato la direttrice Margherita Gennai, il comandante di reparto Cristian Astarita e gli agenti in servizio al Pietro Cerulli nella gestione della situazione.

«L’importante è avere sedato una rivolta senza feriti, ma solo con danni e distruzione, evitando un effetto domino che avrebbe avuto conseguenze più gravi tra cui la possibilità di mettere a repentaglio pesantemente l’ordine la sicurezza pubblica».

Il sindacalista ha inoltre richiamato il ruolo della Prefettura, che ha disposto l’invio di pattuglie della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza per presidiare l’esterno dell’istituto durante i disordini. La gestione dell’emergenza, secondo la Uil, ha consentito di contenere la protesta e di evitare feriti tra il personale e le persone detenute.

La richiesta di chiudere il reparto

La Uil Fp Polizia Penitenziaria chiede che i promotori dei disordini siano perseguiti penalmente. La sigla collega inoltre quanto accaduto alle condizioni del reparto Mediterraneo, che viene descritto come già danneggiato e bisognoso di interventi strutturali. La richiesta rivolta al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria è di:

  • disporre la chiusura immediata del reparto Mediterraneo;
  • avviare i lavori di ristrutturazione dell’area;
  • rivedere l’organico del carcere Pietro Cerulli.

Secondo Gioacchino Veneziano, nell’istituto trapanese mancherebbero circa 100 unità di personale, a fronte della presenza di quasi 600 detenuti. La Uil considera quindi necessario un intervento sull’organizzazione del servizio, oltre alla sistemazione degli spazi interessati dalla devastazione.

Il confronto sulle condizioni del carcere

I disordini hanno riportato l’attenzione sulle condizioni di sicurezza del Pietro Cerulli e sulla gestione del reparto Mediterraneo. La richiesta sindacale riguarda sia il ripristino degli ambienti sia il rafforzamento dell’organico, mentre l’accertamento delle eventuali responsabilità penali spetta agli organi competenti.

Valentina Scarano
Valentina IA Redattrice Polizia Penitenziaria e carceri online

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