Prosegue a Santa Maria Capua Vetere il dibattimento del maxiprocesso sui fatti avvenuti il 6 aprile 2020 nel reparto Nilo della casa circondariale «Francesco Uccella». L’udienza di lunedì 2 novembre si tiene nell’Aula bunker dell’istituto penitenziario e riguarda un procedimento con oltre cento imputati tra personale della Polizia Penitenziaria, dirigenti del DAP e sanitari.
Le contestazioni al centro del procedimento
Agli imputati sono contestati, a vario titolo, i reati di tortura pluriaggravata, maltrattamenti, falso in atto pubblico e favoreggiamento. Si tratta di accuse ancora sottoposte alla valutazione del tribunale: il processo è in corso e non equivale a una dichiarazione di responsabilità.
I fatti risalgono alla fase più delicata dell’emergenza Covid. Il giorno precedente, i detenuti del reparto Nilo avevano organizzato una protesta pacifica per chiedere tutele sanitarie e l’esecuzione di tamponi. Il 6 aprile era quindi scattata una perquisizione straordinaria. Secondo la ricostruzione della Procura, l’intervento sarebbe degenerato in una serie di violenze durante il trasferimento dei detenuti, con percosse e umiliazioni.
Le immagini delle telecamere
L’inchiesta aveva preso avvio dalle segnalazioni trasmesse alle famiglie dei detenuti, dall’associazione Antigone e dal Garante regionale Samuele Ciambriello. Nel 2021 la diffusione dei filmati registrati dalle telecamere interne aveva portato il caso all’attenzione dell’opinione pubblica e degli organi giudiziari.
Le immagini sono diventate uno degli elementi centrali della ricostruzione dell’accaduto. Stando alle accuse riportate nel procedimento, quel giorno centinaia di agenti in assetto antisommossa avrebbero costretto i detenuti a passare attraverso una sorta di corridoio formato dal personale, sottoponendoli a calci, pugni e manganellate, oltre che a denudamenti e altre umiliazioni.
Un procedimento avviato nel 2022
Il maxiprocesso è stato avviato alla fine del 2022 e riguarda, oltre agli agenti della Polizia Penitenziaria, anche funzionari dell’amministrazione penitenziaria e medici. Il dibattimento affronta così sia la condotta del personale intervenuto nella perquisizione sia le eventuali responsabilità connesse alla gestione dei fatti e alla loro successiva rappresentazione negli atti.
- 6 aprile 2020: la perquisizione straordinaria nel reparto Nilo;
- 2021: la diffusione dei video delle telecamere interne;
- fine 2022: l’avvio del maxiprocesso con oltre cento imputati.
La vicenda è diventata uno dei principali procedimenti giudiziari italiani sull’applicazione del reato di tortura in ambito penitenziario e sulla tutela dei diritti delle persone detenute. Il dibattimento prosegue davanti al tribunale competente nell’Aula bunker della casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.