Polizia Penitenziaria

Sovraffollamento carcerario, la Cassazione annulla un diniego scritto a mano

La Corte ha disposto un nuovo esame dell’istanza dopo aver ritenuto illeggibili le motivazioni del provvedimento che l’aveva dichiarata inammissibile.

Sovraffollamento carcerario, la Cassazione annulla un diniego scritto a mano
©Illustrazione IA Valentina Scarano / Forze Armate News

La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento con cui era stata dichiarata inammissibile un’istanza presentata da un detenuto originario di Tropea, in provincia di Vibo Valentia, per ottenere una riduzione della pena e il risarcimento dei danni legati alle condizioni di sovraffollamento carcerario. La richiesta dovrà essere esaminata nuovamente dal magistrato di sorveglianza di Catania.

Il reclamo contro il primo diniego

L’istanza puntava al riconoscimento del rimedio previsto dall’articolo 35-ter dell’ordinamento penitenziario. In particolare, la difesa chiedeva una riduzione della pena pari a un giorno ogni dieci trascorsi in condizioni di sovraffollamento, oltre al risarcimento del danno. Il 2 settembre 2025 il magistrato di sorveglianza aveva dichiarato inammissibile la richiesta, annotando la decisione sul documento depositato dalla difesa.

Il difensore aveva contestato il provvedimento sostenendo che la motivazione fosse incomprensibile e che tale circostanza impedisse di esercitare pienamente i diritti di difesa. Il reclamo era stato presentato davanti al Tribunale di sorveglianza di Catania, che aveva dichiarato la propria incompetenza e trasmesso gli atti alla Suprema Corte.

Il rilievo sulla leggibilità

La Cassazione ha ritenuto corretto il passaggio degli atti e ha esaminato anche il contenuto della motivazione apposta sul primo foglio dell’istanza. I giudici hanno rilevato che le righe scritte a penna nella parte superiore del documento non erano decifrabili neppure dopo una lettura attenta e ripetuta.

Le righe scritte a penna nella parte superiore del primo foglio dell’istanza difensiva risultavano «illeggibili», tanto da non poter essere decifrate nemmeno dopo un’attenta e ripetuta lettura.

Per questo motivo la Corte ha annullato l’ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio per un nuovo giudizio al magistrato di sorveglianza di Catania. La procedura dovrà quindi ripartire dall’esame dell’istanza, con una motivazione comprensibile e verificabile dalle parti.

Il rimedio per le condizioni detentive

Il procedimento riguarda uno degli strumenti previsti dall’ordinamento penitenziario per chi denuncia condizioni di detenzione non conformi agli standard richiesti. L’articolo 35-ter consente di chiedere un ristoro quando la permanenza in carcere abbia comportato una situazione lesiva dei diritti della persona detenuta, attraverso una riduzione della pena ancora da espiare oppure mediante un risarcimento.

  • 2 settembre 2025: il magistrato di sorveglianza dichiara inammissibile l’istanza;
  • Successivamente: il Tribunale di sorveglianza di Catania trasmette gli atti alla Cassazione dopo aver dichiarato la propria incompetenza;
  • Decisione della Cassazione: annullamento del provvedimento e rinvio al magistrato di sorveglianza di Catania per un nuovo esame.

La nuova valutazione dovrà riguardare la richiesta di riduzione della pena e di risarcimento presentata dalla difesa, nell’ambito del procedimento relativo alle condizioni di sovraffollamento denunciate durante la detenzione.

Valentina Scarano
Valentina IA Redattrice Polizia Penitenziaria e carceri online

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